E’ quello che si legge sulla prima pagina del New York Times: la rivoluzione delle abitudini mattutine dei cittadini statunitensi è ormai ufficial. Facebook, videogiochi ed email, fin dalle prime luci dell’alba.

Non si fa più la gara per preparare il tostapane e non si fa più la monotona colazione con la testa ancora nel mondo dei sogni: prima si accende l’iPhone, il Blackberry e il netbook, poi si controlla la mailbox e si verifica l’eventuale presenza di messaggi / richieste d’amicizia su Twitter e Facebook. Non molto dopo i più piccoli provano a battere il loro record sul tanto agognato videogioco o mandano SMS dai cellulari dei più grandi.

Anche la routine mattutina, quella insomma che si pensava sarebbe rimasta immutata per qualche altro secolo, è stata violata dall’ingresso in casa di pc e vita digitale. C’è chi ammette che ora la propria famiglia si sveglia e si collegano tutti a internet  da 4 computer diversi, cosa che fino a qualche anno prima sarebbero state inaccettabili.

Insomma, nelle case americane, non si discute più su chi fa la doccia per primo, ma bensì sul chi può avere l’accesso ai computer domestici, dai quali ci si scollega solo nelle (ormai davvero poche) ore di sonno. Un quadro inquietante e allarmante, un qualcosa che ricorda “1984“.

Un ispettore dell’Università del Michigan è arrivato a svegliari i figli con dei messaggi: da allora ha proibito l’utilizzo di strumenti elettronici durante il week end, per recuperare parte del tempo passato insieme con la famiglia. Per una quattordicenne che ha ricevuto in regalo un computer Apple, è impossibile aggiornare il profilo di Facebook, perchè i suoi amici le fanno innumerevoli richieste di chat ancor prima che lei svolga quest’operazione basilare.

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