Il Quit Facebook Day, indetto per il 31 maggio, è stato sostanzialmente un flop. La giornata in cui gli utenti delusi da Facebook e, in particolare dalle nuove discusse regole sulla privacy, si sono organizzati per cancellare i loro profili non ha ottenuto il successo che i suoi organizzatori si aspettavano.

L’idea, nata da due giovani canadesi ha raccolto, nelle prime 24 ore, poco più di 30 mila adesioni confermate dagli stessi utenti tramite la segnalazione sul sito web  QuitFacebookDay.com. Davvero poche, una goccia nel pare, se pensiamo che gli iscritti al libro delle facce sono oltre 500 milioni. Ma tra le ragioni del flop pare ci sia stata anche una cattiva comunicazione, negli Usa infatti, stando ad un sondaggio della Vision Critical, solo l’11% degli intervistati era a conoscenza dell’evento.

Restano molte comunque le persone, in tutto il mondo, che guardano sempre più spesso in modo critico a realtà come Facebook, ma anche a Google e in generale a tutte le grandi aziende che controllando importanti porzioni della rete globale in qualche modo influenzano la vita di tutti noi.

Cancellare o meno un account da un social network è un gesto che forse ha poco significato, ma tenere alta l’attenzione sulle informazioni che diffondiamo in rete e sull’uso che ne viene fatto è un elemento fondamentale e lo diverrà sempre di più nel futuro.

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