Banda larga per tutti

Banda larga per tutti? Si, ma in America. In particolare ci riferiamo a nuove norme che la presidenza Obama starebbe studiando per ribadire in modo chiaro due principi fondamentali: la “neutralità della rete“, e l’importanza di un “accesso universale” ai servizi a banda larga.
Questi servizi, vanno però regolamentati, alla luce della loro continua evoluzione, il Commission Act attualmente in vigore è del 1996 ed inizia a rivelarsi decisamente inadeguato.
Gli Stati Uniti faranno quindi da apripista in una materia che, in gran parte, è ancora da codificare. Verranno date delle regole per una civile convivenza sul web, ma soprattutto, verranno definite regole nuove e chiare, a tutela dei consumatori e della libertà d’espressione.
Servono regole per i provider, per le community come Facebook, per i fornitori di servizi e contenuti, come Google.
In America la rete ormai è considerata una parte fondamentale della storia e della cultura universale, basti pensare che La Biblioteca del Congresso ha annunciato di aver acquisito l’archivio pubblico di Twitter.
I cinguettii hanno infatti, per gli esperti del congresso, una precisa ed alta rilevanza culturale e vanno, quindi, conservati.
La parole ora passa al legislatore, per codificare questa sensibilità nei confronti della rete in nuove norme. Certo che noi in Italia siamo distanti anni luce da tutto questo.








